biografia

Sono nata a Faenza (Ravenna) il 18 novembre 1972. Ho frequentato il Liceo Artistico P.L. Nervi di Ravenna. Sono stata allieva di professori molto validi e dinamici, il cui valore è riconosciuto a livello nazionale, con molta voglia di insegnare tecniche nuove e seguire al meglio i ragazzi.

Dopo la maturità ho ottenuto la qualifica di “tecnico grafico con supporto informatico”, imparando così le basi di quello che poi è diventato il mio lavoro di grafica pubblicitaria.
Ho frequentato un corso biennale di illustrazione in una scuola privata a Firenze. Sempre a Firenze ho conseguito anche la qualifica di “insegnante in cinema d’animazione” collaborando con maestri del cinema d’animazione italiano e ad un progetto RaiSat.

Nel 2006 sono approdata alla scuola comunale di disegno “Bartolomeo Ramenghi” di Bagnacavallo (Ra), dove ho avuto la fortuna di incontrare Liliana Santandrea, artista e “curatrice” di artisti.
Sotto la sua guida ho finalmente ritrovato il piacere della pittura e della scultura.

Nelle sue opere ricompone il fluire misterioso dell’esistenza con i ritmi della geometria. Una geometria essenziale, perfettamente equilibrata che si fa vettore della leggerezza del pensiero dell’artista, capace di coniugare le fascinazioni di presenze umane o naturalistiche, rese con l’eleganza di un segno classicheggiante, all’inquietudine della realtà cosmica.
E così il segno deciso, il particolare che affascina, vede dissolvere i suoi margini per riportare la mente in quello spazio recondito, in quel luogo non luogo che la razionalità umana percepisce ma non comprende appieno.
Sono opere che vibrano sulle assonanze di intensità cromatiche che sanno raggiungere note particolarmente alte per la purezza del tono e il grado di sintetizzazione. L’immagine, sempre incisiva e magnetica, soggiace al rigore della composizione geometrica e contestualmente emerge e si anima di energia primaria sulle note delle complementarità del colore. Esso recupera e restituisce la dimensione interiore esistenziale, fautore capace di illuminare l’ambiguità di quella realtà crepuscolare, silenziosa, contestualmente densa e distruttiva, e rendere così, nell’opera, visioni multiangolari che non ambiscono alla celebrazione di un’unica verità.
Liliana Santandrea